lunedì 20 dicembre 2010

IMPREPARATI A TUTTO: a proposito di neve..

Venerdì 17 scorso l'italia,la capitale e tutta la sua provincia sono state flagellate da avversi fenomeni atmosferici di cui la neve è stato uno di questi. A dicembre nevica da millenni ormai ed è mai possibile che si resti completamente in balia degli eventi (ampiamente annunciati) nell'anno di grazia 2010?
La mia personale esperienza è stata veramente formativa e vorrei condividerla con tutti voi.
La mattina del 17 il cielo è sgombro da nubi, fa un freddo becco ( -3 gradi centigradi a Riano alle ore 7.45) e mi appresto a uscire di casa, ma preventivamente metto le catene in auto, che non si sa mai... Son 3 giorni che si legge e si vede in ogni notiziario che si prevede neve sulla capitale alle ore 13.00.
Mi dirigo al lavoro facendo il solito giro auto-stazione treni -autobus -a piedi e in 1 ora circa arrivo a destinazione.
La giornata vola via e alle 13, puntualmente, inizia a fioccare in maniera sempre più copiosa.
Da Riano arrivano notizie tremeabonde: bufera di neve, vento, tutto nuvoloso e cala la sera in anticipo. Sulla via del ritorno il treno parte in ritardo per anomalie sugli scambi (forse il tanto freddo, ampiamente previsto, sta facendo danni) e arrivo alla stazione dove ho parcheggiato l'auto e trovo una fila di circa 1 km prima di arrivare a prendere la via flaminia, che risulta sgombra da neve ma bloccata da tutti gli automobilisti che sono tornati a casa tutti insieme dalla capitale...alla faccia delle partenze intelligenti.
Giro l'auto e mi dirigo sulla via tiberina che risulta sgombra da neve (probabilmente la Protezione Civile e/o l'Anas, con i mezzi spazzaneve e spargisale, hanno fatto il proprio dovere?) e svolto, dopo circa 10 km, al bivio per Riano.
Da adesso in poi, una storia di ordinaria follia: la strada non è più battuta da mezzi idonei per togliere neve e ghiaccio e si avvertono le prime avvisaglie: auto in panne sul ciglio della strada, incidenti, ghiaccio per terra. A fatica percorro circa 1 km facendo molta attenzione a non frenare di colpo e tenendomi a debita distanza dall'auto che mi precede. Finisce la strada in piano e decido di proseguire, iniziando una leggera salita. Vorrei montare le catene per andare sicuro, ma di imbecilli in strada se ne vedono tanti...senza catene! Se anche le montassi non andrei da nessuna parte in quanto chi mi precede resta impantanato in mezzo alla strada e subito dopo altri...e altri ancora! Per fare 200 mt ci metto quasi 1 ora, senza la possibilità di svoltare o girare da altre parti: è tutto bloccato. L'imperizia di tanti automobilisti e la mancanza assoluta di supporto da parte dei mezzi della Protezione Civile cittadina (grosso vanto per la ns città), dei Vigili Urbani, e delle forze dell'ordine in genere fanno si che si crei un grosso blocco stradale.  
Sarebbe bastata una pattuglia di vigili che faceva passare solo chi aveva le catene a bordo per evitare tutto quel caos!
Dopo circa mezz'ora di attesa in fila decido di lasciare l'auto nella prima piazzola libera disponibile, chiudo tutto e decido di incamminarmi verso casa: mancano circa 2 km all'arrivo...ed è tutto in salita.
La fortuna mi assiste e vengo riconosciuto da un abitante della zona che si rende disponibile ad accompagnarmi fin sotto casa: lui ha le catene montate e riesce a svicolare per stradine (tutte completamente innevate e quindi impraticabili) e in 10 minuti mi porta a casa. Lo ringrazio tanto e arrivo in tempo per la cena: considerando gli eventi avversi è un grosso risultato. So di amici che sono rientrari dopo 4-5 ore di viaggio!
La mattina seguente la tanta pioggia caduta aveva sciolto la neve e il ghiaccio rendendo possibile il recupero della mia auto.
Un plauso va ai tanti volontari (tra cui mio cognato) che si sono adoperati per pulire le strade per tutta la notte (mi ha raccontato di certi automobilisti veramente inetti che si mettevano di traverso davanti allo spazzaneve per non farlo passare, non sapendo che solo stando dietro a questi mezzi si ha la possibilità di camminare sulle strade innevate), e una fortissima tirata di orecchi per chi doveva garantire ordine e sicurezza e non l'ha fatto.
La sera, vedendo le notizie al TG, i tanti posti dove tutto è rimasto bloccato per 3 cm di neve (come nel mio paese) mi portano a confermare il pensiero che l'Italia resti un paese perennemente impreparato ai grandi eventi atmosferici. Ma in Svezia, Finlandia e Norvegia come fanno? Se utilizzassero il nostro stesso "non-metodo" si sarebbero estinti da secoli.
Speriamo che vada meglio alla prossima...nevicata!

martedì 7 dicembre 2010

A proposito di Cloud Computing...

La settimana scorsa, per motivi lavorativi, sono stato 3 giorni a un corso/seminario/conferenza dal titolo "Enterprise Web e Cloud Computing" tenutosi a Roma e organizzato dalla Technology Transfer.
I docenti, di primo livello e all'avanguardia erano :
Il corso era in inglese (ovviamente!) e con traduzione simultanea in italiano.

Sono stati 3 giorni veramente "pieni" e stare 8 ore ad ascoltare questi argomenti, per chi è del mestiere, è veramente appagante. Si è parlato dei 3 tipi di cloud: Pubblico, Privato e Ibrido, con una analisi dettagliata di costi/benefici.
La struttura espositiva è stata la seguente: 11 sessioni da 1 ora e 45 l'una nelle quali si alternavano i docenti e 1 sessione di confronto (chiamata PANEL) con domande e risposte alla presenza di tutti i docenti.

Non voglio annoiarvi troppo con le spiegazioni tecniche sul Cloud Computing, ma per chi fosse interessato, lascio tutti i riferimenti sotto.

Le società (vendor) più mature per fare il Cloud Computing e che mettono a disposizione tutta l'infrastruttura (PaaS e IaaS) sono, manco a farlo apposta, americane e si chiamano Salesforce, Teradata, Amazon, Google e Microsoft.
Tirando le somme, quello che è uscito fuori è che conviene un cloud ibrido per dimensioni aziendali medio-piccole, o in alternativa un cloud pubblico nel quale esporre servizi non "core" dell'azienda. Di solito si parte con piccole realtà tipo una parte dei siti web,servizi di statistiche e alcuni tipi di documenti. Di solito non si migra su cloud la parte di database soprattutto se grande (parliamo di terabyte di dati) e/o con dati sensibili.
Putroppo non posso condividere le presentazioni (si tratta di 12 file PDF pieni di utilissime info e del peso totale di circa 200 MB) che sono la chiave di lettura per il mio personale glossario, ma chi fosse interessato può contattarmi.



BREAKING NEWS!
  1. Sembra che SKYPE (la nota piattaforma di video-telecomunicazioni  via web) stia pensando di migrare  gran parte dei suoi servizi su piattaforma Cloud (in modalità PaaS)...staremo a vedere! 
  2. Una società inglese (EMC) ha commissionato alla CEBR una ricerca che stima in circa 35 miliardi di euro (!!) i possibili introiti (annuali) italiani per un spostamento su cloud di prodotti/servizi. WOW!



TITOLI SESSIONI (con pdf associato, ma non pubblicato):
 
  • Enterprise Cloud Computing: Tecnologie, Tools e Casi d’Uso (David Linthicum)
  • Cloud Application Architectures (George Reese)
  • Convergenza fra Cloud Computing e SOA (David Linthicum.)
  • Il come e il perché del Database Management nel Cloud (Colin White)
  • Il Cloud privato (George Reese)
  • Sviluppo applicativo nel Cloud (Ed Yourdon)
  • Integrare i dati dell’Enterprise con i dati del Cloud (Mike Ferguson)
  • Enterprise Web e Cloud Computing: Stato dell’Arte (Colin White)
  • Implementare un sistema di BI SaaS in un ambiente di computing Cloud (Mike Ferguson)
  • Futuri trends dell’Enterprise 2.0 (Ed Yourdon)
  • Supportare i lavoratori mobili in un ambiente Enterprise Web e Cloud Computing (Colin White)


GLOSSARIO

RIFERIMENTI DOCENTI: