lunedì 12 settembre 2011

Pensiero per gli studenti

Un nuovo anno scolastico è appena iniziato e il mio pensiero va a tutti gli studenti, che sono il nostro futuro e il nostro "bastone per la vecchiaia", come si diceva una volta.
Purtroppo sono periodi critici soprattutto per loro, pieni di dubbi e preoccupazioni che i genitori non possono a volte risolvere, forse alleviare.
I nostri giovani si trovano a studiare in un paese dove il merito sembra non pagare, dove si sta pericolosamente inculcando il seme della precarietà in tutto: affetti, lavoro, vita sociale, aspirazioni...e di questo devono ringraziare la classe politica che hanno votato i loro genitori.


Non stanno bene nemmeno gli studenti universitari, che hanno (ancora) diritto di voto e che vedono da vicino i problemi su studio, lavoro, precariato.
Il loro futuro è stato "rubato" da una classe politica di veri inetti che preferiscono "tirare a campare" fino alla loro pensione (che prendono dopo 35 mesi di parlamento, quando un operaio ci va dopo 40 anni di lavoro duro) , piuttosto che affrontare i veri problemi del paese: innovazione,premio al merito, crescita occupazionale, politiche sociali e per la famiglia, ma d'altra parte cosa ci si può aspettare da chi questo paese lo ha malgovernato e trascinato nel baratro?Che lo tiri fuori? Pura utopia, e forse è meglio così.

Probabilmente se l'Italia avesse dichiarato default nel 1992 forse avremmo fatto piazza pulita di tutti gli attori  I e II Repubblica, dei "furbetti del quartierino" e adesso potremmo dire la nostra in maniera positiva.

Dico ai giovani di studiare e di non perdere la speranza in un futuro migliore: la parte buona del paese è ancora salva, tanti hanno scelto (giustamente) di emigrare in paesi che valorizzino il loro talento, le loro capacità, il loro "sapere" piuttosto che restare qua a marcire tra contratti a progetto rinnovabili mese per mese (quando dice bene) e quindi tanta precarietà diffusa. A chi va fuori a cercare qualcosa che gli spetterebbe di diritto qua consiglio di pensare a un rientro quando le condizioni lo permetteranno.
A chi resta (come il sottoscritto e i tanti italiani che credono che una italia migliore sia possibile ) l'arduo compito di fare tutto il possibile per rintuzzare gli attacchi a tutte le nostre aspettative e ai tentativi di peggioramento del presente.
Per ricostruire un tessuto sociale sano serviranno tanti sacrifici (non solo economici) e almeno altre 2 generazioni in grado di recepire i giusti insegnamenti della parte sana del paese, che DEVE crescere.


Basta con le furberie e le raccomandazioni, il vero cancro di questa società antimeritocratica!


Paesi meno "evoluti e civili" del nostro , ma molto più oppressi nei diritti civili (Egitto, Tunisia, Libia...) hanno rotto il giogo della dittatura e del malgoverno proprio grazie ai giovani e alla tecnologia.Ci sono stati molti morti e feriti, ma è stato il prezzo da pagare per avere la libertà di credere in un futuro migliore.

Lo studio è l'unica cosa che permette di far salire il nostro ascensore sociale verso posizioni migliori, altrimenti si è condannati e come diceva il mitico Totò: "Chi si ferma è perduto!"

In bocca al lupo per l'anno scolastico che è appena iniziato e non smettete di sperare in un vostro futuro migliore: iniziate a costruirlo da subito!

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