mercoledì 21 marzo 2012

La dematerializzazione della persona nel mondo moderno

Oggi volevo fare una riflessione sugli aspetti della connettività totale.

Questo mondo digitale fatto di connessioni, di social network nel quale siamo immersi, sempre attaccati ai nostri smartphone, tablet e personal computer (ormai destinato al declino, almeno per questo aspetto) ci porta a "smaterializzarci" e a travasare una (grossa) parte della nostra persona dal mondo "analogico" (quello che ci permette di usare tutti i sensi a nostra disposizione) verso quello "digitale" , fatto di connessioni, banda larga e wi-fi (ove presente), dove diventiamo quasi "liquidi" e ci muoviamo con estrema disinvoltura tra aggiornamenti di stato, "mi piace",caricamento di foto e video, tweet vari, messaggini , "whatsapp", email, e questo mondo ci assorbe per la maggior parte del nostro tempo libero e a volte diventa un vero e proprio "lavoro"!

Io categorizzo tutto e tutti in tre grandi gruppi:
  • quelli nati negli anni 50-60 (e parzialmente 70) come ANALOGICI in quanto cresciuti in un mondo privo di tali tecnologie sociali, dove esisteva la piazzetta per giocare, dove, tra i 10 e i 15 anni, ci si "vedeva" tutti insieme (in carne e ossa) per giocare a subbuteo, a biglie, a "nizza". Il massimo grado di connettività era una telefonata dalla zia o dalla nonna con il glorioso telefono con la rotella che tutti noi avevamo in casa.Esistevano le sale giochi, ma erano ancora rudimentali: al massimo c'era il flipper (Gottlieb vi dice qualcosa?)
  • quelli nati negli anni 80-90 come SEMI-ANALOGICI in quanto cresciuti come sopra ma con l'ingresso fondamentale del videogioco casalingo (Atari, Synclair e Amiga su tutti!)
  • infine quelli nati dal 2000 in poi come DIGITALI dato che sono completamente immersi in internet (il Network per definizione) e tutto il resto, come telefonini, personal computer e sale giochi evolute.
Le differenze fondamentali tra le tre categorie saranno sempre maggiori col passare del tempo. Chi nasce dopo ha tutto pronto e collaudato da chi è venuto al mondo prima di lui.

Dobbiamo ragionare sul fatto che questo travaso di personalità dal mondo reale (analogico) a quello virtuale (digitale) è sempre più grande e decisivo per le nuove generazioni e talvolta, purtroppo, da assuefazione se fatto male: non sono gli strumenti a portare il cambiamento, ma la gente che li usa.

Chi saprà cogliere i (grandissimi) vantaggi dei social media senza farsi travolgere dalle mode e dalla compulsività di tali strumenti avrà veramente il mondo nelle sue mani!


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