lunedì 11 giugno 2012

GENITORE 2.0

Come sanno tutti, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo.

Tale "professione" è un aggiornamento continuo sia per fattori interni (la gestione fisica della prole) che esterna (la gestione delle esigenze della prole). Mi spiego meglio: ai miei tempi (anni 70-80) il genitore era una figura importante, come accentratore e divulgatore di insegnamenti e di contenuti. Poi a scuola c'era la figura della maestra che rappresentava il genitore dentro le mura scolastiche e che proseguiva/integrava gli insegnamenti di casa. Poi c'era la TV che sosteneva, con una oculata programmazione, gli insegnamenti e i comportamenti giusti da tenere in ogni occasione: una sorta di educatore post scolastico.

Non esistevano internet, i telefonini, i tablet, gli smartphone e quindi eravamo completamente analogici: si facevano i compiti, si andava in piazzetta a giocare a pallone (i maschietti) o con le bambole (le femminucce), verso i 10-12 anni cominciavano a esserci le infatuazioni, gli innamoramenti, ma sempre sotto l'occhio vigile di mamma e papà.

Teniamo presente anche il fatto che ai miei tempi uno stipendio bastava, quindi papà lavorava e mamma era casalinga. Oggi non è più così perchè i soldi sono sempre di meno e devono lavorare entrambi i genitori: questi figli corrono quindi il rischio di  "perdersi" ore e ore tra TV (incontrollata) telefonini, internet, videogiochi.
Non basta un'ora la sera di coccole per recuperare interi pomeriggi buttati nel modo sopra indicato. Si è inoltre ridotta tantissimo l'attività fisica all'aperto (corse, bici, pallone, etc etc) e ci si chiude in casa per alienarsi. Al massimo si fa qualche festicciola tra compagni di scuola, ma sempre rigorosamente dentro le mura domestiche. Il mestiere del genitore quindi diventa più difficile perchè i figli si annoiano, fanno sempre le stesse cose, non hanno mai visto un animale o al massimo un cane o un gatto del vicino, non sanno come è fatta una gallina, un coniglio, un piccione, una rana.

Poi si arriva all'adolescenza con queste frustrazioni che esplodono in disubbidienze forti, contrapposizioni dure genitore-figlio, incomprensioni mal risolte, violenze che portano all'allontamento reciproco.
Molto spesso la colpa è del passato cattivo uso della tecnologia: internet senza freni, videogiochi giorno e notte, troppe concessioni da parte dei genitori (vizi), creano una dipendenza che se non viene frenata subito dilaga in maniera devastante. A volte anche i nonni (per eccesso di affetto) ci mettono lo zampino...

Spesso sento e leggo di bambini di 3-4 anni che bestemmiano, sono nervosi, provano a picchiare il genitore che li rimprovera.Questi sono segnali che il bimbo manda di una frustrazione, dapprima latente e che poi si accentua dopo averla trascurata. Ai miei tempi una cosa del genere non poteva accadere perchè partiva automaticamente un ceffone così sonoro che lo sentivano pure i vicini.

La generazione attuale di ragazzi (dai 12 ai 16 anni) corre grossi rischi di trovarsi male quando maturerà perchè non studia (o lo fa poco e male), non fa sport adeguati, corre il rischio di frequentare cattive amicizie e non si stacca mai dal telefonino e da Facebook! Spesso è demotivata per tanti fattori: sanno che non troveranno lavoro una volta finita la scuola, li aspetta una condizione peggiore dei loro genitori, non avranno una pensione...e i genitori possono fare poco per aiutarli una volta che hanno maturato queste convinzioni.

Per fortuna non tutti sono così, ma oggi più che mai i nostri figli sono "connessi" e digitali e quindi il genitore ha l'obbligo di vigilare sulle amicizie, si deve informare sulle sue preferenze di navigazione internet, lo deve stimolare e far crescere in lui la voglia di fare qualcosa, di avere interessi e soprattutto assecondare le sue ambizioni. Quando un figlio dice che vuole fare l'astronauta o lo scienziato, non deve ridere ma stimolarlo, perchè è meglio che ambire a fare il tronista a uomini e donne o fare la velina.

C'è tanto bisogno di genitori 2.0, connessi alla realtà, che magari facciano anche un po' di part-time (per avere più tempo per loro e per la famiglia), pronti a recepire tutte le novità e spiegarle ai figli.
Non basta più fare il genitore 1.0 perchè appena i figli capiscono che sei inadeguato come genitore... è l'inizio della tua fine!



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