mercoledì 20 novembre 2013

Perchè le istituzioni non usano i social network?

Il recente dramma che sta vivendo la Sardegna (il ciclone Cleopatra ha fatto morti, feriti e tanti senzatetto) impone una riflessione su cosa si poteva fare e cosa non si è fatto per salvare vite umane.

La Protezione Civile afferma di aver prodotto, circa 12 ore prima, un allerta meteo per condizioni "critiche" che poi l'ente regione non ha fatto circolare a dovere e tanti abitanti non sapevano nulla della calamità che si sarebbe abbattuta su di loro dopo poche ore.

Tanti altri abitanti invece avevano fatto circolare notizie che probabilmente hanno salvato vite umane e quindi la domanda è : perchè la Protezione Civile, la Regione Sardegna e le altre istituzioni non usano i social network per comunicare e avvisare per tempo?

Passata il ciclone adesso si assiste a una gara di solidarietà tra utenti di twitter ad esempio: attualmente gli hashtag (#) più utilizzati sono #allertameteoSAR e #Sardegna (oltre a #ForzaSardegna come tag di supporto ai tanti sardi che vivono questo dramma) per passarsi info e numeri utili per l'emergenza, offerte di aiuto.

La cosa che dispiace è che non si tratta di account ufficiali di enti, ma semplici utenti.

Questo deve far riflettere le istituzioni che sono veramente "indietro" e che hanno perso una occasione irripetibile per poter dare informazioni in maniera più capillare di un dispaccio telex o fax inviato a un ente che magari l'ha lasciato marcire su una scrivania e dopo poco si è scatenato l'inferno.Si poteva e si doveva fare di più, soprattutto pensando a chi non c'è più.

Abbiamo gli strumenti?Usiamoli!

Le istituzioni si devono dotare di un profilo ufficiale sui social network e comunicare bene.Deve essere obbligatorio. 


Ricordo che siamo nel 2013 e che quasi 50 anni fa l'uomo è andato sulla Luna.


mercoledì 23 ottobre 2013

Quando è meglio pubblicare sui social network? Bella domanda!

Una delle domande a cui si cerca risposta, per chi "mastica" social è capire quando, durante la giornata, è utile pubblicare post e avere un ritorno in termini di "like", "retweet" "pin-it".


In pratica, dalla bella infografica (frutto di uno studio di Fannit.com http://www.fannit.com/social-media-infographic-when-are-the-best-times-to-post/ ) che sotto riporto nel dettaglio, si nota che:  

  • su Facebook la fascia "hot" va dalle ore 6 alle ore 8 e dalle 14 alle 17. Si sconsiglia di postare nel weekend e dalle 22 in poi.
  • su Twitter si "cinguetta" meglio nel weekend e nella fascia post-pranzo dalle 13 e le 15. La sera si sconsiglia di twittare dopo le 20.
  • Google Plus invece va forte dalle 9 alle 11 e man mano si perde perchè la motivazione è soprattutto professionale e quindi legata agli orari di lavoro
  • Linkedin invece viene utilizzato meglio prima o dopo il lavoro e nei giorni centrali della settimana
  • Pinterest va al top il sabato mattina, forse perchè preparatorio al weekend, magari alla ricerca di qualche bella immagine di luoghi da visitare.
  • i Blog sono maggiormente seguiti il lunedì, venerdì e sabato, specialmente tarda mattinata. Viene da sè che sarebbe meglio mettere nuovi post/articoli durante quelle fasce.
Io sono parzialmente d'accordo con questa analisi, infatti la mia esperienza di utilizzo segue molto gli eventi nei quali posso essere coinvolto. Esempio, twitter lo uso la mattina presto e la sera tardi (anche perchè avendo il redirect dei tweet su facebook, ogni nuovo tweet diventa automaticamente un post sul mio profilo facebook). Il blog lo alimento il pomeriggio, ho un po' tralasciato Google Plus e Pinterest, ma ogni tanto li rianimo un poco...

INFOGRAFICA




E la vostra esperienza di utilizzo è allineata con quella di Fannit? 


Al prossimo articolo e nel frattempo....passaparola!

lunedì 30 settembre 2013

Telelavoro in azienda? Parliamone.

Si parla tanto di TELELAVORO, ma chi conosce le norme che lo regolano? 
A che punto siamo?

Ho fatto una esaustiva ricerca per chiarirmi le idee, magari potrebbe essere utile a qualcuno, e magari sfatiamo qualche tabù.
Dati alla mano, In Italia, sono occupati con il telelavoro solo una quota compresa fra il 2,3% e il 5% (dati 2013) delle persone che hanno un lavoro. In Europa, l’Italia si pone per ultima come diffusione del telelavoro. Al vertice della classifica, si trova la Repubblica Ceca con il 15,2%;  seguita, con molta distanza, da Spagna, Lituania, Germania, Slovenia (fra il 6,5-7%) e a seguire le altre Nazioni. Nel mondo, si stima che un lavoratore su cinque sia impiegato con un rapporto di telelavoro. Nelle economie emergenti ci sono massicce percentuali di teleworkings. In India il 50%, in Indonesia il 34%, Messico, Argentina e Sud Africa con il 30% circa.

La crisi attuale potrebbe dare, implicitamente, una mano alla diffusione del telelavoro.

TABELLA RIASSUNTIVA



DEFINIZIONE DI TELELAVORO
Il telelavoro è una forma di organizzazione o prestazione del lavoro basata sull’utilizzo delle tecnologie in un contesto contrattuale in base al quale il lavoro può essere svolto lontano dalla sede centrale in maniera regolare.
CARATTERE VOLONTARIO
Il telelavoro è una scelta volontaria del lavoratore e del datore di lavoro. Può essere inserito come parte del contratto di lavoro all’atto dell’assunzione o implementato attraverso un successivo contratto volontario. In entrambi i casi, L’azienda deve fornire al telelavoratore tutte le informazioni in conformità alla direttiva 91/533/EEC, includendo quelle relative alla applicazione della contrattazione collettiva, alla descrizione del lavoro da svolgere, etc. Devono essere fornite informazioni specifiche sul telelavoro, quali la direzione/area di riferimento, il responsabile o la persona cui rivolgersi per questioni personali o professionali, etc. Se il telelavoro non è previsto nell’iniziale descrizione della posizione, l’azienda può fare un’offerta di tale forma di lavoro e il dipendente può accettare o rifiutare. Se è il lavoratore a esprimere il desiderio di telelavorare, l’azienda potrà accettare o rifiutare, in forma motivata, la richiesta. Dal momento che il passaggio al telelavoro modifica solo il modo in cui avviene la performance lavorativa, non devono esserci impatti sullo status del lavoratore. Il rifiuto dell’opzione del telelavoro non deve implicare l’interruzione del rapporto di lavoro né modificarne termini e condizioni. Il passaggio al telelavoro è reversibile: il telelavoratore potrà tornare a lavorare in sede su richiesta propria o dell’azienda.
CONDIZIONI DI LAVORO
I telelavoratori godono degli stessi diritti, garantiti dalla legislazione e dalla contrattazione collettiva, dei corrispondenti lavoratori in sede. Tuttavia, dovendo tener conto delle particolarità del telelavoro, sono necessari specifici contratti complementari.
PROTEZIONE DEI DATI
L’azienda deve prendere misure appropriate per assicurare la protezione dei dati utilizzati e processati dai telelavoratori per motivi professionali. Deve informare i telelavoratori di tutte le leggi rilevanti e delle regole dell’azienda inerenti la protezione dei dati; in particolare, deve informarli sulle restrizioni inerenti l’uso delle attrezzature IT e sulle sanzioni in caso di inadempienza. È responsabilità del telelavoratore aderire a queste norme.
PRIVACY
L’azienda deve rispettare la privacy dei telelavoratori. Il sistema di monitoraggio che viene scelto deve essere sempre corrispondente all’obiettivo perseguito e deve essere introdotto nel rispetto della direttiva 90/270.
ATTREZZATURA
Tutti gli aspetti relativi alle attrezzature di lavoro, responsabilità e costi devono essere chiaramente stabiliti prima di iniziare il telelavoro. In linea generale, l’azienda è responsabile della dotazione, installazione e manutenzione dell’attrezzatura necessaria per garantire un telelavoro regolare, a meno che il telelavoratore non utilizzi la sua attrezzatura.
Se il telelavoro è svolto regolarmente, L’azienda deve compensare o coprire i costi causati direttamente dal lavoro, in particolare quelli relativi alla comunicazione. Inoltre, deve garantire al telelavoratore un adeguato supporto tecnico ed è responsabile dei costi per le perdite o i danni alle attrezzature e ai dati utilizzati nel telelavoro. Il telelavoratore deve avere cura delle attrezzature che ha in dotazione e non deve raccogliere o distribuire materiale illegale su Internet.
SALUTE E SICUREZZA
L’azienda deve tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro dei telelavoratori nel rispetto della Direttiva 89/391 e delle principali direttive figlie, della legislazione nazionale e della contrattazione collettiva.
L’azienda deve informare il telelavoratore circa la politica sulla sicurezza sul lavoro, politica che il dipendente deve rispettare.
Per verificare la corretta applicazione delle disposizioni sulla sicurezza e la salute sul lavoro, l’azienda, i rappresentanti dei lavoratori o le autorità competenti hanno accesso alla postazione di telelavoro, nei limiti posti dalla legislazione nazionale e dalla contrattazione collettiva. Se il telelavoratore lavora da casa, qualsiasi accesso deve essere precedentemente notificato. Il telelavoratore ha il diritto di richiedere visite di ispezione.
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Nei limiti della legislazione nazionale, della contrattazione collettiva e delle regole aziendali, il telelavoratore gestisce l’organizzazione dell’orario di lavoro. Gli standard relativi al carico di lavoro e alla performance equivalgono a quelli previsti per i corrispondenti lavoratori in sede. L’azienda deve garantire l’adozione delle misure necessarie ad evitare che il telelavoratore si senta isolato dal resto dell’organizzazione, dandogli l’opportunità di incontrare regolarmente i colleghi e di accedere alle informazioni aziendali.
TRAINING
I telelavoratori hanno le stesse possibilità di formazione e avanzamento di carriera dei corrispondenti lavoratori in sede e sono soggetti alle stesse politiche di valutazione. Essi ricevono una formazione specifica relativa alle attrezzature tecnologiche a loro disposizione e alle caratteristiche di questa forma di organizzazione del lavoro.
TIPOLOGIE DI TELELAVORO
  • Casalingo tempo pieno: il lavoratore sta sempre presso il proprio domicilio, quindi lavora in maniera remota per tutta la durata del rapporto di lavoro, salvo per convocazioni urgenti da parte dell’azienda (in tal caso l’azienda riconoscerà l’indennità di spostamento) e per le periodiche riunioni plenarie, di direzione o altro.
  • Casalingo tempo parziale: il lavoratore concorda con il proprio responsabile diretto e con ilproprio direttore la presenza in sede per un massimo di TOT giorni per settimana lavorativa (piena), al fine di consentire la partecipazione e la condivisione nei casi di riunioni, etc.. Il lavoratore, negli altri giorni della settimana lavorativa, presterà la sua opera presso il proprio domicilio.
  • Atipico : il lavoratore garantisce la presenza in sede per un massimo di TOT giorni per settimana lavorativa (piena), al fine di consentire la partecipazione e la condivisione nei casi di riunioni, etc. Il lavoratore, negli altri giorni della settimana lavorativa, presterà la sua opera presso il proprio domicilio. Tale modalità può essere utilizzata quando il lavoratore è impossibilitato a recarsi presso la sede di lavoro aziendale a causa di eventi imprevisti come ad esempio fenomeni atmosferici di particolare intensità o impatto, scioperi dei trasporti, problemi di viabilità ,in ogni caso fornendo opportuna motivazione all’azienda.
Inoltre rientrerebbero nelle tipologie anche diverse modalità di lavoro in mobilità:
  • Mobile Office (per le persone frequentemente in trasferta, con necessità di frequenti rientri in ufficio)
  • Mobile Home (per le persone frequentemente in trasferta, residenti distanti dall’ufficio e con limitate necessità relazionali coi colleghi) 
Si dovrebbero quindi prevedere, per ogni tipo di Telelavoro:
  • Rientri periodici aziendali
  • Modalità e tipologie di rimborsi
  • Durata 
IN SINTESI:  Abbiamo gli strumenti per attuarlo, grazie a notebook, smartphone, internet, wireless, mail, tablet, Con le nuove tecnologie, si può accedere in ogni momento alle informazioni della propria azienda ed evitare di andare fisicamente in ufficio. Si potrebbero abbattere i tempi di percorrenza tra casa e ufficio, quindi meno traffico, meno smog, minori spostamenti, aumento della qualità della vita.  E' provato che il telelavoro incentiva la produzione, e per l'azienda ci sono grossi risparmi sia dal punto di vista economico (per la non presenza fisica in sede) e assicurativo (idem).
E' pur vero che non è tutto "rose e fiori", in quanto con il telelavoro "spinto" si rischia l'isolamento, ma ci sono modalità di telelavoro adatte anche a evitare questo, e sopra le ho elencate.
Per maggiori informazioni ecco qualche link utile:


Nel frattempo….passaparola!

mercoledì 7 agosto 2013

Impianto Digitale Terrestre fatto in casa (HowTo)

La serie degli impianti fatti in casa prosegue con quello relativo al digitale terrestre (DTT), realizzato dal sottoscritto nel lontano 2009, e che adesso è affiancato da quello satellitare.
L'esigenza era quella di dotare tutto il mio condominio familiare di un impianto che ci svincolasse dalle solite antennine dietro la tv per captare il flebile segnale via etere. Avendo a disposizione scatole e corrugati, un po' di pazienza e qualche schema di riferimento, ho iniziato a progettare quello che vedete sotto riportato.


Devo dire che la soddisfazione è stata tanta e finalmente ci siamo liberati di queste appendici televisive interne (le antenne direzionali) per un più comodo cavo TV che prende un segnale più stabile e più forte.
Si tratta sostanzialmente di installare 2 tipi di antenne diverse: una per la banda UHF (sulla quale trasmettono ancora) e una direzionale per la 4a e 5a banda. Direzionando bene le antenne (utilizzando questa lista di MUX - Multiplexer) si possono intercettare i MUX che si trovano sull'emettitore di Monte Mario e/o di Monte Cavo (per chi abita in zona Roma e provincia). Si tratta di ben 330 canali TV e di circa 40 canali RADIO.
La parte importante, dopo le antenne (rigorosamente FRACARRO), è quella del centralino multi-ingressi che fa da amplificatore di banda . Io ho optato per un FRACARRO MBJ3650 che costa un po' di più ma ti permette di miscelare i due segnali provenienti dalle 2 antenne e convogliarli in un solo cavo.
Vi prego di non acquistare i cavi TV nei centri commerciali, ma nei centri specializzati in impiantistica. C'è una grossa differenza, e si risparmia pure! Non parlo del cavo che va dalla scatola del muro al televisore, ma di quello che passa nei cavi corrugati e che fa parte dell'impianto.
Ricordo che tutte le uscite e gli ingressi non utilizzati su amplificatore e partitore vanno chiusi con resistenze terminali di carico, altrimenti la dispersione inibisce il passaggio del segnale dall'antenna al televisore.
Il derivatore, che va installato all'interno dell'appartamento, in apposita scatola, va posizionato lontano da fonti elettromagnetiche, in quanto anche se i cavi sono schermati, il derivatore stesso (che è di metallo) potrebbe disperdere un po' di segnale.

Al prossimo post....intanto PASSAPAROLA!

mercoledì 31 luglio 2013

Impianto Satellitare fatto in casa (HowTo)

In questi mesi mi sto dilettando nella realizzazione degli impianti di casa (mia), un po' per hobby e un po' per necessità.
Devo dire di aver imparato molto, sbattendo la testa su schemi precompilati, forum, blog,consigli di amici e tanto passaparola.
Alla fine ho optato per una soluzione abbastanza impegnativa ma che ieri sera, quando ho collegato il decoder satellitare (modello Humax 5600S HD) mi ha finalmente ripagato di tanta fatica.
All'inzio fare le tracce sui muri comuni per passare i cavi corrugati è stato faticoso, ma poi passarci i cavi TV dentro, utilizzando vari tipi di cavo pilota è stato più faticoso.
Il collegamento dei cavi con le parti fisse dell'impianto (switch, illuminatore parabola e inseritore di tensione) è stata una passeggiata in confronto.
L'impianto che ho progettato e realizzato è sotto riportato , ma ne esistono varianti a 1 uscita per l'LNB, a 2 e a 4. Io ho utilizzato un illuminatore a 4 vie con parabola fissa (non motorizzata). Puntandola verso SUD ho catturato il satellite HOTBIRD, poi utilizzando la tecnica DiseqC (più satelliti su 1 parabola fissa)  ho catturato anche i satelliti SIRIUS, EUROBIRD e NILESAT (tutti a SUD-EST con inclinazione tra  9 e i 16). Per catturare anche il segnale di ASTRA dovrei puntare la parabola verso EST, ma per adesso mi tengo i 5000 e più canali che ho trovato: ci impiegherò una vita a provarli tutti!

Il prossimo post sarà sull'impianto Digitale Terrestre (sempre by Bonfa), nel frattempo....PASSAPAROLA!


martedì 25 giugno 2013

Anziani moderni

Questa mattina ho avuto la fortuna di viaggiare,tra una soppressione e l'altra, con due squisite persone anziane (ma giovani d'animo), vedove da alcuni anni e che erano appena state a trovare i loro cari al cimitero di Montebello (RM), come fanno ogni santo giorno.

Con loro ho intavolato una piacevole discussione sui loro ricordi di bambino: 

  • la guerra, 
  • le privazioni, 
  • la solidarietà, 
  • la fatica, 
  • il sudore, 
  • la famiglia, 
  • la voglia di socializzare, 
  • lo stare insieme la sera e ballare dopo una giornata di duro lavoro nei campi. 
  • A contatto con i soldati tedeschi che li depredavano di tutto (olio, vino, farina, prosciutti...) ma gli lasciavano la dignità di esseri umani. 
Magari sono stati anche fortunati a sopravvivere fino a raccontarlo in uno squallido trenino urbano, pieno zeppo all'inverosimile. 
Mi colpiva la loro tranquillità, di quelli che hanno visto veramente tutto nella vita, poi ripenso a noi - giovani - e mi viene tanta tristezza, nonostante il progresso e le comodità che alleviano la fatica. Forse sarebbe servita un po' di privazione ai giorni nostri per ritrovare quell'umanità che abbiamo perso, grazie a quel divano sul quale facciamo tutte le guerre virtuali possibili, ma la realtà è molto diversa. 

Li ho invitati alla riunione del Comitato Pendolari, spero che vengano.

lunedì 18 marzo 2013

Una vita piena di notifiche

Stamattina stavo andando in ufficio e mi è saltata all'occhio la schermata del mio cellulare (o meglio smartphone) che mi mostrava tutte le notifiche:

  • di nuove email di lavoro e personali
  • di nuovi appuntamenti in Calendario
  • di nuovi messaggi SMS e di WhatsApp
  • da Facebook (nuovi amici, nuovi messaggi privati, notifiche in generale)
  • da Twitter (nuovi follower, nuovi tweet)
  • da LinkedIn (nuovi contatti di lavoro, nuovi messaggi di posta)
  • da Foursquare (nuovi contatti, nuovi posti da vedere nei dintorni)
Ormai sta diventando un lavoro nel lavoro stare appresso a tutte le notifiche che ci arrivano, oltretutto costa sia tempo che denaro in quanto occupano banda anche queste.

Ripenso a quando non avevamo notifiche e l'unico promemoria era la sveglia mattutina...siamo talmente connessi che non riusciamo a spegnere il cellulare nemmeno di notte quando cerchiamo di riposare.

Stiamo meglio o peggio di qualche anno fa? Per molti questa vita piena di notifiche può essere anche soddisfacente, altri ne farebbero volentieri a meno...

Voi da che parte state?



martedì 19 febbraio 2013

Cosa succederà dopo il 25 Febbraio? Piccolo personale oracolo.

La mia previsione è la seguente, per le elezioni dei rappresentanti di Camera e Senato.

SCENARIO 1 (moderato)
  • PD tra il 24 e il 27%
  • Movimento 5 Stelle tra il 20 e il  25%
  • PDL tra il 15% e il 20%
  • Lista Monti al 10%
  • Altri .....
Con una percentuale di votanti aventi diritto intorno all' 85%.
Da questi numeri è facile capire che ci sarà di nuovo ingovernabilità e se i 2 principali partiti non trovano accordo si torna subito alle urne

SCENARIO 2 (di rottura)
  • Movimento 5 Stelle tra il 30% e il 40%
  • PD tra il  22% e il 25%
  • PDL tra il 10% e il 15%
  • Altri....
Percentuale di votanti aventi diritto intorno al 90%

Con questi rapporti di forza il problema sarà gestire le aspettative di chi ha votato il Movimento 5 Stelle, ma ad averceli di questi problemi! Sicuramente non si torna alle urne ma la rottura col passato è forte.

Da parte mia, da sostenitore del movimento 5 stelle, posso solo attendermi di non rimanere deluso, ma vedo tanta forza di volontà e decisione nei tanti giovani che ho conosciuto in questi mesi e che ci hanno dato una mano nel diffondere le problematiche legate alla tratta ferroviaria Roma-Viterbo gestita da ATAC. 
Il Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord ( che ho avuto l'onore di creare e di far crescere, anche col fondamentale contributo di tante persone) è fatto di tante persone che viaggiano, che pensano, che vogliono mettersi in gioco in prima persona  per migliorare il loro presente e dare un futuro migliore a chi verrà, a cominciare dai trasporti!

Adesso tocca a voi prendere in mano la scheda elettorale e fare il proprio dovere, guardando in faccia i propri figli, anche per tentare di non ripetere gli errori fatti in passato e per lasciare a loro un paese migliore e ottimista. Non votate per delega, ma prendete parte attiva al cambiamento!

BUON VOTO A TUTTI.