martedì 25 giugno 2013

Anziani moderni

Questa mattina ho avuto la fortuna di viaggiare,tra una soppressione e l'altra, con due squisite persone anziane (ma giovani d'animo), vedove da alcuni anni e che erano appena state a trovare i loro cari al cimitero di Montebello (RM), come fanno ogni santo giorno.

Con loro ho intavolato una piacevole discussione sui loro ricordi di bambino: 

  • la guerra, 
  • le privazioni, 
  • la solidarietà, 
  • la fatica, 
  • il sudore, 
  • la famiglia, 
  • la voglia di socializzare, 
  • lo stare insieme la sera e ballare dopo una giornata di duro lavoro nei campi. 
  • A contatto con i soldati tedeschi che li depredavano di tutto (olio, vino, farina, prosciutti...) ma gli lasciavano la dignità di esseri umani. 
Magari sono stati anche fortunati a sopravvivere fino a raccontarlo in uno squallido trenino urbano, pieno zeppo all'inverosimile. 
Mi colpiva la loro tranquillità, di quelli che hanno visto veramente tutto nella vita, poi ripenso a noi - giovani - e mi viene tanta tristezza, nonostante il progresso e le comodità che alleviano la fatica. Forse sarebbe servita un po' di privazione ai giorni nostri per ritrovare quell'umanità che abbiamo perso, grazie a quel divano sul quale facciamo tutte le guerre virtuali possibili, ma la realtà è molto diversa. 

Li ho invitati alla riunione del Comitato Pendolari, spero che vengano.

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