lunedì 30 settembre 2013

Telelavoro in azienda? Parliamone.

Si parla tanto di TELELAVORO, ma chi conosce le norme che lo regolano? 
A che punto siamo?

Ho fatto una esaustiva ricerca per chiarirmi le idee, magari potrebbe essere utile a qualcuno, e magari sfatiamo qualche tabù.
Dati alla mano, In Italia, sono occupati con il telelavoro solo una quota compresa fra il 2,3% e il 5% (dati 2013) delle persone che hanno un lavoro. In Europa, l’Italia si pone per ultima come diffusione del telelavoro. Al vertice della classifica, si trova la Repubblica Ceca con il 15,2%;  seguita, con molta distanza, da Spagna, Lituania, Germania, Slovenia (fra il 6,5-7%) e a seguire le altre Nazioni. Nel mondo, si stima che un lavoratore su cinque sia impiegato con un rapporto di telelavoro. Nelle economie emergenti ci sono massicce percentuali di teleworkings. In India il 50%, in Indonesia il 34%, Messico, Argentina e Sud Africa con il 30% circa.

La crisi attuale potrebbe dare, implicitamente, una mano alla diffusione del telelavoro.

TABELLA RIASSUNTIVA



DEFINIZIONE DI TELELAVORO
Il telelavoro è una forma di organizzazione o prestazione del lavoro basata sull’utilizzo delle tecnologie in un contesto contrattuale in base al quale il lavoro può essere svolto lontano dalla sede centrale in maniera regolare.
CARATTERE VOLONTARIO
Il telelavoro è una scelta volontaria del lavoratore e del datore di lavoro. Può essere inserito come parte del contratto di lavoro all’atto dell’assunzione o implementato attraverso un successivo contratto volontario. In entrambi i casi, L’azienda deve fornire al telelavoratore tutte le informazioni in conformità alla direttiva 91/533/EEC, includendo quelle relative alla applicazione della contrattazione collettiva, alla descrizione del lavoro da svolgere, etc. Devono essere fornite informazioni specifiche sul telelavoro, quali la direzione/area di riferimento, il responsabile o la persona cui rivolgersi per questioni personali o professionali, etc. Se il telelavoro non è previsto nell’iniziale descrizione della posizione, l’azienda può fare un’offerta di tale forma di lavoro e il dipendente può accettare o rifiutare. Se è il lavoratore a esprimere il desiderio di telelavorare, l’azienda potrà accettare o rifiutare, in forma motivata, la richiesta. Dal momento che il passaggio al telelavoro modifica solo il modo in cui avviene la performance lavorativa, non devono esserci impatti sullo status del lavoratore. Il rifiuto dell’opzione del telelavoro non deve implicare l’interruzione del rapporto di lavoro né modificarne termini e condizioni. Il passaggio al telelavoro è reversibile: il telelavoratore potrà tornare a lavorare in sede su richiesta propria o dell’azienda.
CONDIZIONI DI LAVORO
I telelavoratori godono degli stessi diritti, garantiti dalla legislazione e dalla contrattazione collettiva, dei corrispondenti lavoratori in sede. Tuttavia, dovendo tener conto delle particolarità del telelavoro, sono necessari specifici contratti complementari.
PROTEZIONE DEI DATI
L’azienda deve prendere misure appropriate per assicurare la protezione dei dati utilizzati e processati dai telelavoratori per motivi professionali. Deve informare i telelavoratori di tutte le leggi rilevanti e delle regole dell’azienda inerenti la protezione dei dati; in particolare, deve informarli sulle restrizioni inerenti l’uso delle attrezzature IT e sulle sanzioni in caso di inadempienza. È responsabilità del telelavoratore aderire a queste norme.
PRIVACY
L’azienda deve rispettare la privacy dei telelavoratori. Il sistema di monitoraggio che viene scelto deve essere sempre corrispondente all’obiettivo perseguito e deve essere introdotto nel rispetto della direttiva 90/270.
ATTREZZATURA
Tutti gli aspetti relativi alle attrezzature di lavoro, responsabilità e costi devono essere chiaramente stabiliti prima di iniziare il telelavoro. In linea generale, l’azienda è responsabile della dotazione, installazione e manutenzione dell’attrezzatura necessaria per garantire un telelavoro regolare, a meno che il telelavoratore non utilizzi la sua attrezzatura.
Se il telelavoro è svolto regolarmente, L’azienda deve compensare o coprire i costi causati direttamente dal lavoro, in particolare quelli relativi alla comunicazione. Inoltre, deve garantire al telelavoratore un adeguato supporto tecnico ed è responsabile dei costi per le perdite o i danni alle attrezzature e ai dati utilizzati nel telelavoro. Il telelavoratore deve avere cura delle attrezzature che ha in dotazione e non deve raccogliere o distribuire materiale illegale su Internet.
SALUTE E SICUREZZA
L’azienda deve tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro dei telelavoratori nel rispetto della Direttiva 89/391 e delle principali direttive figlie, della legislazione nazionale e della contrattazione collettiva.
L’azienda deve informare il telelavoratore circa la politica sulla sicurezza sul lavoro, politica che il dipendente deve rispettare.
Per verificare la corretta applicazione delle disposizioni sulla sicurezza e la salute sul lavoro, l’azienda, i rappresentanti dei lavoratori o le autorità competenti hanno accesso alla postazione di telelavoro, nei limiti posti dalla legislazione nazionale e dalla contrattazione collettiva. Se il telelavoratore lavora da casa, qualsiasi accesso deve essere precedentemente notificato. Il telelavoratore ha il diritto di richiedere visite di ispezione.
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Nei limiti della legislazione nazionale, della contrattazione collettiva e delle regole aziendali, il telelavoratore gestisce l’organizzazione dell’orario di lavoro. Gli standard relativi al carico di lavoro e alla performance equivalgono a quelli previsti per i corrispondenti lavoratori in sede. L’azienda deve garantire l’adozione delle misure necessarie ad evitare che il telelavoratore si senta isolato dal resto dell’organizzazione, dandogli l’opportunità di incontrare regolarmente i colleghi e di accedere alle informazioni aziendali.
TRAINING
I telelavoratori hanno le stesse possibilità di formazione e avanzamento di carriera dei corrispondenti lavoratori in sede e sono soggetti alle stesse politiche di valutazione. Essi ricevono una formazione specifica relativa alle attrezzature tecnologiche a loro disposizione e alle caratteristiche di questa forma di organizzazione del lavoro.
TIPOLOGIE DI TELELAVORO
  • Casalingo tempo pieno: il lavoratore sta sempre presso il proprio domicilio, quindi lavora in maniera remota per tutta la durata del rapporto di lavoro, salvo per convocazioni urgenti da parte dell’azienda (in tal caso l’azienda riconoscerà l’indennità di spostamento) e per le periodiche riunioni plenarie, di direzione o altro.
  • Casalingo tempo parziale: il lavoratore concorda con il proprio responsabile diretto e con ilproprio direttore la presenza in sede per un massimo di TOT giorni per settimana lavorativa (piena), al fine di consentire la partecipazione e la condivisione nei casi di riunioni, etc.. Il lavoratore, negli altri giorni della settimana lavorativa, presterà la sua opera presso il proprio domicilio.
  • Atipico : il lavoratore garantisce la presenza in sede per un massimo di TOT giorni per settimana lavorativa (piena), al fine di consentire la partecipazione e la condivisione nei casi di riunioni, etc. Il lavoratore, negli altri giorni della settimana lavorativa, presterà la sua opera presso il proprio domicilio. Tale modalità può essere utilizzata quando il lavoratore è impossibilitato a recarsi presso la sede di lavoro aziendale a causa di eventi imprevisti come ad esempio fenomeni atmosferici di particolare intensità o impatto, scioperi dei trasporti, problemi di viabilità ,in ogni caso fornendo opportuna motivazione all’azienda.
Inoltre rientrerebbero nelle tipologie anche diverse modalità di lavoro in mobilità:
  • Mobile Office (per le persone frequentemente in trasferta, con necessità di frequenti rientri in ufficio)
  • Mobile Home (per le persone frequentemente in trasferta, residenti distanti dall’ufficio e con limitate necessità relazionali coi colleghi) 
Si dovrebbero quindi prevedere, per ogni tipo di Telelavoro:
  • Rientri periodici aziendali
  • Modalità e tipologie di rimborsi
  • Durata 
IN SINTESI:  Abbiamo gli strumenti per attuarlo, grazie a notebook, smartphone, internet, wireless, mail, tablet, Con le nuove tecnologie, si può accedere in ogni momento alle informazioni della propria azienda ed evitare di andare fisicamente in ufficio. Si potrebbero abbattere i tempi di percorrenza tra casa e ufficio, quindi meno traffico, meno smog, minori spostamenti, aumento della qualità della vita.  E' provato che il telelavoro incentiva la produzione, e per l'azienda ci sono grossi risparmi sia dal punto di vista economico (per la non presenza fisica in sede) e assicurativo (idem).
E' pur vero che non è tutto "rose e fiori", in quanto con il telelavoro "spinto" si rischia l'isolamento, ma ci sono modalità di telelavoro adatte anche a evitare questo, e sopra le ho elencate.
Per maggiori informazioni ecco qualche link utile:


Nel frattempo….passaparola!